Analisi sul Micro Volontariato in Italia

Sezione I: Introduzione – I Guardiani della Prossimità

1.1. Contesto e Definizione del Volontariato di Base

Il volontariato in Italia non si esprime unicamente attraverso le grandi organizzazioni nazionali, ma trova la sua matrice più profonda e capillare nel cosiddetto “micro-volontariato locale” o di prossimità. Questo segmento è costituito da realtà che operano a livello iper-locale, spesso con strutture minime e gestite interamente da volontari residenti. Rientrano in questa definizione le attività legate a parrocchie, attraverso le loro opere caritatevoli e ricreative (come la gestione del bar o dell’oratorio) , le Pro Loco, i comitati di quartiere e le piccole associazioni culturali o sportive.

Queste entità di base non sono marginali, ma rappresentano l’espressione più immediata e diffusa della solidarietà civica. La loro funzione va oltre il servizio specifico: agiscono come fondamentali centri di aggregazione e promozione per l’intera comunità. Laddove il sistema formale di welfare può risultare inefficace o assente, interviene l’azione rapida e flessibile della prossimità, rendendo il micro-volontariato la matrice stessa della coesione sociale italiana.

1.2. Il Valore Strategico del Capitale Sociale Territoriale

L’azione del volontariato locale è cruciale per la creazione di capitale sociale e funge da “serbatoio e laboratorio per la qualità della vita e delle relazioni sociali”. Questi gruppi incarnano valori fondamentali quali la gratuità dell’impegno, la prossimità fisica e la continuità del servizio, distinguendosi per la capacità di operare in modo integrato e in rete sul territorio.

Questa iniezione di risorse civiche, in termini di tempo e responsabilità, è considerata il principale indicatore della capacità di un Paese di provvedere al proprio sviluppo culturale e alla crescita della qualità della vita attraverso la libera iniziativa dei cittadini. Di conseguenza, le istituzioni pubbliche e le loro amministrazioni sono chiamate a sostenere attivamente questa rete attraverso la sussidiarietà verticale e orizzontale. Riconoscere questa importanza strategica implica che qualsiasi fattore che introduca rigidità o oneri sproporzionati, come una burocrazia eccessiva o una compliance complessa, mina direttamente il principio fondante di autonomia e flessibilità che rende efficace il volontariato di base.

Sezione II: La Mappa Statistica (ISTAT 2023) – I Numeri della Base

2.1. Il Trend del Volontariato Organizzato: Cresce l’Impegno, Cambia la Forma

I dati ISTAT tratti dall’indagine multiscopo sull’uso del tempo del 2023 forniscono una panoramica complessa del settore. Circa 4,7 milioni di persone in Italia, pari al 9,1% della popolazione di 15 anni e più, svolgono attività di volontariato in forma organizzata.

Nonostante l’impegno volontario si confermi un pilastro della coesione sociale, l’analisi evidenzia un trend in diminuzione del volontariato strettamente organizzato, con un calo di 1,7 punti percentuali rispetto al 2013. Tuttavia, se si considera la quota totale di volontari che include anche coloro che forniscono aiuti diretti (assistenza a persone non conviventi, all’ambiente), il dato complessivo è cresciuto nettamente, raggiungendo il 21,7% della popolazione maggiorenne, con un aumento di 13,6 punti percentuali rispetto al 2013.

Questa divergenza tra il calo del volontariato formalmente organizzato e l’aumento dei volontari complessivi suggerisce una propensione crescente dei cittadini a partecipare in modi più flessibili e meno strutturati. Sebbene la solidarietà sia in aumento, la disponibilità ad accettare l’onere amministrativo e la rigidità organizzativa imposta dalle strutture formali (ETS) sembra essere in diminuzione.

2.2. Dove l’Impegno Fiorisce: La Rilevanza dei Settori di Base

L’indagine ISTAT 2023 rivela anche un cambiamento nella distribuzione degli ambiti di intervento. Le aree in cui l’impegno fiorisce con maggiore intensità sono quelle legate al territorio e all’aggregazione sociale. Nel 2023, i settori di attività prevalenti rimangono le Attività ricreative e culturali (44,8%) e la Religione (21,7%), seguite dall’Assistenza sociale e Protezione civile (15,0%).

Si osserva una crescita marcata nel settore ricreativo/culturale, e in quello delle Attività sportive, che ha registrato un aumento significativo, passando dal 9,5% al 14,8%. Questi settori in crescita (Cultura, Sport, tempo libero) sono tipicamente quelli gestiti dalle Pro Loco e dalle associazioni locali o di quartiere (APS).

Tabella 1: Distribuzione del Volontariato Organizzato per Settore (2023 vs. 2013)
Settore di Attività Prevalente
Attività ricreative, culturali
Religione
Assistenza sociale, prot. civile
Attività sportive
Sanità
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT 2023

### 2.3. L’Analisi Critica sul Settore Sanitario

Contrariamente alla crescita in ambito culturale e sportivo, il volontariato nel settore Sanità ha subito un crollo verticale, quasi dimezzandosi (dal 9,1% al 3,7%). Questa brusca flessione nel settore socio-sanitario, che è per sua natura ad alta regolamentazione e alto rischio, è un indicatore significativo.

I settori che richiedono un elevato livello di formalizzazione, formazione specializzata e procedure di compliance stringenti, come l’assistenza socio-sanitaria, impongono oneri che risultano eccessivi o meno attraenti per il volontario medio. L’onere amministrativo e formativo associato a queste attività formalizzate può fungere da barriera all’ingresso, spingendo il volontariato verso ambiti (come quello ricreativo o culturale) dove l’impatto percepito è più diretto e l’impegno meno vincolato proceduralmente.

Sezione III: Le Funzioni Vitali e la Specificità Operativa

3.1. Pro Loco: Motori di Sviluppo Locale e Custodi dell’Identità

Le Pro Loco, in quanto associazioni specializzate nella promozione turistica e culturale di un territorio specifico, rappresentano un pilastro fondamentale del micro-volontariato. Il loro ruolo è di valorizzare le risorse locali, organizzando eventi, fiere, festival e manifestazioni.

L’azione delle Pro Loco va oltre la singola manifestazione; essa contribuisce attivamente al processo di sviluppo locale a base sociale e culturale, spesso agendo in sinergia con altre realtà comunitarie. Sono le custodi della storia e dell’identità del borgo o del quartiere.

3.2. Le Parrocchie e l’Ecosistema del Welfare di Comunità

Il volontariato legato agli enti religiosi e alle parrocchie si caratterizza per una profonda flessibilità e prossimità. Queste realtà offrono punti di aggregazione cruciali, come il servizio presso il bar del patronato o dell’oratorio, facilitando l’incontro e la coesione tra i residenti.

In termini di assistenza, il volontariato parrocchiale e caritativo si concentra sul “servizio alle persone”: supporto agli anziani, ai malati in ospedale o a domicilio, ai carcerati, ai disabili e fornisce accoglienza e appoggio ai senza fissa dimora. Le aree di intervento sono concrete e mirate, includendo la gestione di comunità residenziali, centri diurni e servizi per la prima infanzia.

3.3. L’Intervento Multi-Focale del Volontariato di Base

L’azione dei piccoli gruppi volontari non si limita ai settori principali, ma dimostra una notevole versatilità, intervenendo in aree cruciali come l’ambiente, la tutela dei diritti e l’educazione alla mondialità (ad esempio, attraverso le adozioni a distanza di bambini in paesi in via di sviluppo).

La natura iper-locale e la prossimità operativa di questi gruppi conferiscono loro un impatto percepito e misurabile più immediato sul cittadino rispetto alle grandi organizzazioni. Questa immediatezza nell’azione alimenta la fiducia e rinforza il legame sociale a livello locale. Le pratiche emergenti di solidarietà e partecipazione, infatti, hanno proprio l’obiettivo di (ri)costruire legami sociali ed economici attraverso la cooperazione locale. Il volontariato di base è l’attore primario in questo processo di rigenerazione comunitaria.

Sezione IV: Le Sfide Strutturali: Burocrazia e Crisi Generazionale

4.1. Il Problema dell’Invecchiamento e la Difficoltà nel Ricambio

Una delle sfide più pressanti per le Organizzazioni di Volontariato (OdV) e le Associazioni di Promozione Sociale (APS) locali è l’invecchiamento dei propri operatori e la scarsa disponibilità dei giovani a dedicarsi alla comunità. Il Terzo Settore nel suo complesso fatica ad attrarre le nuove generazioni: solo il 12,8% dei dipendenti sono Under 30.

I dati ISTAT indicano che, tra il 2014 e il 2022, il numero di giovani che si dedicano al volontariato è diminuito in tutte le fasce di età. In particolare, le organizzazioni di volontariato tradizionali risultano le meno efficaci nell’attrarre giovani (solo il 15,7% di under 30 in media), rispetto ad ambiti più recenti come le associazioni culturali o di promozione sociale. La sostenibilità futura di questi enti dipende dalla loro capacità di superare l’attuale crisi demografica.

4.2. L’Ostacolo Burocratico: Il Costo della Compliance Locale

L’energia dei piccoli gruppi è spesso deviata dalla missione primaria a causa di oneri amministrativi sproporzionati. L’organizzazione di qualsiasi evento, anche piccolo, classificato come “pubblico spettacolo” è resa onerosa da una burocrazia locale complessa.

Questo ostacolo si traduce in costi tecnici e finanziari significativi: i volontari devono affrontare la compilazione di certificazioni, rendering e piani di sicurezza (inclusa l’identificazione di ingombri e vie di fuga), che richiedono l’intervento a pagamento di professionisti abilitati, come architetti o ingegneri. A ciò si aggiungono i costi indiretti per il noleggio di strutture certificate (bagni chimici o sedie ignifughe), la certificazione degli impianti elettrici, l’acquisto di estintori gestiti da soggetti abilitati, e il pagamento di tasse locali quali la TARI (tassa sui rifiuti) e la TOSAP (occupazione suolo pubblico). Se un’associazione con ricavi minimi deve sostenere oneri così elevati e impiegare tempo prezioso nella logistica burocratica, la sua capacità operativa è gravemente compromessa. Questa barriera non solo inibisce l’organizzazione di iniziative spontanee, ma scoraggia l’ingresso dei giovani, i quali ricercano impatto diretto e flessibilità, e favorisce l’invecchiamento del gruppo dirigente che ha accumulato l’esperienza necessaria per navigare tale complessità.

4.3. Strategie di Mitigazione: Il Volontariato di Competenza (VdC)

Per affrontare la carenza di competenze specialistiche (necessarie sia per la gestione organizzativa sia per la compliance burocratica), emerge il Volontariato di Competenza (VdC), una pratica che prevede il trasferimento di know-how professionale da parte di dipendenti aziendali agli Enti del Terzo Settore.

Il Codice del Terzo Settore ha incentivato questa pratica, permettendo alle imprese di dedurre fiscalmente il costo del personale impiegato in attività volontarie presso gli ETS, legittimando il VdC come un comportamento virtuoso di responsabilità d’impresa. Questa strategia si configura come una soluzione potenziale per fornire ai piccoli ETS le capacità tecniche necessarie per gestire l’accresciuta complessità amministrativa e legale.

Sezione V: Il Volontariato Locale nell’Era del CTS e RUNTS

5.1. La Riforma: Necessità di Formalizzazione e il RUNTS

La normativa che ha storicamente inquadrato il volontariato in Italia (L. 266/1991) è stata superata dal Codice del Terzo Settore (D. Lgs. 117/2017 – CTS). Il perno di questa riforma è l’istituzione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).

L’iscrizione al RUNTS è un passaggio cruciale per le organizzazioni preesistenti (OdV, APS, ex ONLUS) al fine di ottenere la piena qualifica di ETS e beneficiare dei regimi fiscali agevolati. In particolare, l’Anagrafe delle ONLUS sarà soppressa a partire dal 1° gennaio 2026, e le ONLUS rimanenti dovranno adeguarsi alla normativa ETS entro il 31 marzo 2026 per evitare la devoluzione del patrimonio. Tuttavia, l’entrata in vigore del sistema RUNTS comporta il rischio significativo che i soggetti iscritti non superino la metà delle realtà private cui fino a ieri cittadini e Pubblica Amministrazione potevano rivolgersi, escludendo i gruppi più informali e con minori capacità amministrative.

5.2. Semplificazioni Contabili: Il Regime per Cassa

Riconoscendo le difficoltà dei piccoli enti, il CTS ha introdotto misure di semplificazione contabile. Gli ETS che non hanno conseguito in un anno proventi complessivi di ammontare superiore a 220.000 euro possono tenere, per l’anno successivo, il rendiconto per cassa in luogo delle scritture contabili cronologiche e sistematiche. Il rendiconto per cassa deve essere redatto seguendo uno schema specifico (MOD. D) che dettaglia entrate e uscite per attività di interesse generale, attività diverse e raccolta fondi. Nonostante questa semplificazione, gli enti sotto soglia sono comunque tenuti alla redazione del bilancio di esercizio nelle forme semplificate previste dall’articolo 13 del CTS.

5.3. Il Labirinto delle Soglie Fiscali e di Vigilanza

La Riforma stabilisce soglie multiple che, sebbene pensate per la semplificazione, introducono una complessità gestionale per i piccoli ETS.

Un esonero ulteriore è previsto per le OdV e APS che aderiscono al regime forfetario con ricavi non superiori a 130.000 euro. Queste sono esonerate dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, pur mantenendo l’obbligo di conservazione dei documenti e di redazione del bilancio.

A complicare il quadro, le soglie per l’obbligo di nominare un Organo di Controllo (o Revisore) sono relativamente basse per le associazioni in crescita: l’obbligo scatta al superamento di due dei tre limiti dimensionali stabiliti, tra cui €300.000 di Ricavi o €150.000 di Totale dell’Attivo dello Stato Patrimoniale.

La compresenza di soglie multiple e non allineate (€130.000 per l’esonero fiscale, €220.000 per la semplificazione civilistica, €150.000/€300.000 per la vigilanza) aumenta notevolmente la complessità amministrativa per i piccoli ETS. Il risultato è che, pur beneficiando formalmente di semplificazioni, l’associazione media puramente volontaria si trova costretta a monitorare e gestire limiti normativi diversi, richiedendo spesso l’esternalizzazione dei servizi contabili e legali e aumentando così i costi fissi.

Tabella 2: Sintesi degli Adempimenti di Bilancio per i Piccoli ETS (Sotto Soglia)

Criterio DimensionaleSoglia (Ricavi/Proventi Annui)Regime Contabile/AdempimentoRequisiti Normativi (CTS)
Semplificazione ContabileNon superiore a €220.000Rendiconto per Cassa (MOD. D)Redazione obbligatoria del Bilancio di esercizio
Esonero da Scritture Contabili (OdV/APS)Non superiore a €130.000Regime ForfetarioObbligo di conservazione documenti e redazione del Bilancio
Nomina Organo di ControlloSuperiore a €300.000 (Ricavi) O €150.000 (Attivo)Contabilità Ordinaria / Vigilanza SpecializzataNomina obbligatoria in caso di superamento di 2 limiti

5.4. Trasparenza e Misurazione dell’Impatto Sociale

Un altro elemento centrale della Riforma è l’introduzione della trasparenza e della misurazione del valore generato. Sebbene l’obbligo di redazione del Bilancio Sociale scatti al superamento di specifiche soglie dimensionali, la sua adozione è cruciale. La rendicontazione sociale permette ai piccoli enti di dimostrare il valore dell’azione di prossimità ai finanziatori e alla comunità, trasformando l’azione civica in un dato misurabile e valorizzabile.

Sezione VI: Strategie di Resilienza e Cooperazione Territoriale

6.1. Strategie Efficaci per il Coinvolgimento Giovanile

Per contrastare l’invecchiamento delle basi sociali, è fondamentale che il volontariato di base superi la concezione tradizionale dell’impegno. È necessario favorire nuove forme di attivismo e collaborazione tra il volontariato più istituzionalizzato e le iniziative spontanee dei giovani.

Le strategie di successo mirano a moltiplicare le occasioni di incontro, sia in contesti formali (come i percorsi scuola-volontariato) che in quelli informali (luoghi di aggregazione giovanile), spesso attraverso l’azione congiunta di Comuni e Centri di Servizio per il Volontariato (CSV). I giovani sono particolarmente attratti da progetti con impatto visibile sull’ambiente e sul territorio. I piccoli gruppi devono quindi affinare la capacità di progettare e comunicare il valore diretto delle loro azioni per intercettare queste nuove energie.

6.2. Rafforzare la Rete: Il Supporto dei CSV e degli Enti Locali

I Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) rivestono un ruolo fondamentale in questo scenario. Sono il punto di riferimento cruciale per la capacity building, offrendo supporto amministrativo e consulenza, essenziali per aiutare le piccole realtà ad affrontare il cambiamento normativo e la complessità burocratica derivante dal CTS.

Parallelamente, i piccoli enti devono rafforzare la cooperazione con le istituzioni locali, che sono i loro primi interlocutori. I Comuni, in particolare, devono facilitare l’accesso ai servizi e semplificare le procedure amministrative, ad esempio mantenendo attivi Albi delle associazioni e sportelli informativi per i volontari.

6.3. L’Urgenza della Semplificazione Amministrativa (Appello ai Comuni)

Il successo del micro-volontariato locale dipende in gran parte dalla volontà delle Istituzioni di alleggerire l’eccessivo carico amministrativo. Poiché gran parte della burocrazia per gli eventi è regolamentata a livello comunale o prefettizio , si rende necessaria l’introduzione di un principio di “prossimità amministrativa”.

Per salvaguardare le iniziative di base, i Comuni dovrebbero creare regimi di deroga o servizio gratuito specifici per gli ETS sotto soglia di ricavi. Questo potrebbe includere la messa a disposizione di consulenza tecnica gratuita per la redazione dei piani di sicurezza o l’esenzione totale dalle tasse locali (TARI/TOSAP) per gli eventi non commerciali e puramente aggregativi. Senza un intervento attivo in questa direzione, l’onere imposto dalla burocrazia rischia di soffocare le iniziative culturali e di aggregazione più spontanee e vitali del territorio.

Sezione VII: Conclusioni e Prospettive Future

Nonostante il trend in diminuzione del volontariato strettamente organizzato, l’impegno civico in Italia rimane saldo e si sta adattando a forme più immediate e flessibili, come testimoniato dall’aumento degli aiuti diretti. Le Pro Loco, le parrocchie e le associazioni locali continuano a essere i motori di questa resilienza, mantenendo viva l’identità e la coesione territoriale.

La Riforma del Terzo Settore rappresenta un’arma a doppio taglio per queste realtà: se da un lato offre strumenti di semplificazione contabile (come il rendiconto per cassa) e vantaggi fiscali tramite l’iscrizione al RUNTS, dall’altro impone una formalizzazione e un monitoraggio di soglie multiple che possono risultare penalizzanti per le organizzazioni meno strutturate. È pertanto cruciale che il Terzo Settore utilizzi i Centri di Servizio per il Volontariato per la formazione e la consulenza, trasformando l’obbligo di compliance in un’opportunità di professionalizzazione gestionale.

Il futuro del micro-volontariato locale dipende dalla sua capacità di attrarre e integrare le nuove generazioni, offrendo flessibilità e coinvolgimento mirato (anche attraverso il Volontariato di Competenza), e dalla volontà delle Istituzioni locali di alleggerire il carico burocratico. Il volontariato non deve essere visto come un soggetto da controllare, ma come un partner strategico da coltivare e sostenere attivamente, riconoscendo che l’investimento nel capitale sociale territoriale è un investimento diretto nella qualità della vita della comunità.

Citazioni

1. Volontariato nella terza età: attività e progetti per chi è in pensione – C&A, https://www.c-and-a.com/ch/it/shop/volontariato-pensionati 2. Le differenze tra Pro Loco e associazioni – Blog Golee, https://golee.it/differenze-tra-pro-loco-e-associazioni/ 3. Riflessioni su caratteristiche e valori portanti del volontariato che incontra le istituzioni sociali, http://archivio.caritas.it/caritasitaliana/allegati/798/documento_volontariato.pdf 4. Come evolve il volontariato secondo ISTAT – Welforum.it, https://www.welforum.it/segnalazioni/come-evolve-il-volontariato-secondo-istat/ 5. 6,2% 21,7% 4,9% – Istat, https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/07/REPORT_Il-volontariato-in-Italia_anno-2023.pdf 6. Il Volontariato è un motore di trasformazione sociale – Euricse, https://euricse.eu/it/il-volontariato-e-un-motore-di-trasformazione-sociale/ 7. Le Pro Loco nel processo di sviluppo locale a base sociale e culturale: il caso di Scuolaculture in provincia di Chieti – AgenziaCult, https://www.agenziacult.it/letture-lente/coltivare-comunita/le-pro-loco-nel-processo-di-sviluppo-locale-a-base-sociale-e-culturale-il-caso-di-scuolaculture-in-provincia-di-chieti/ 8. Volontariato – Le tre aree di intervento sociale. – No Profit, https://www.noprofit.org/cat/trearee.htm 9. Aree di intervento e obiettivi – Caritas Ambrosiana, https://www.caritasambrosiana.it/volontariato/verso-il-bando-1/progetto-il-girotondo/aree-di-intervento-e-obiettivi-1 10. GIOVANI E VOLONTARIATO. TENDENZE, PROSPETTIVE FUTURE E RUOLO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE, https://www.giovaniecomunitalocali.it/wp-content/uploads/2022/11/21_03-tomasin.pdf 11. Il Terzo Settore e la sfida del ricambio generazionale: tutti i dati su lavoro e volontariato giovanile, https://www.osservatorioentirnp.it/w/il-terzo-settore-e-la-sfida-del-ricambio-generazionale-tutti-i-dati-su-lavoro-e-volontariato-giovanile 12. Cosa fare quando la burocrazia diventa un ostacolo – VDOSSIER, https://www.vdossier.it/2024/06/17/cosa-fare-quando-la-burocrazia-diventa-un-ostacolo/ 13. Riconoscere il volontariato di competenza – Fondazione Terzjus ETS, https://terzjus.it/riconoscere-il-volontariato-di-competenza/ 14. D.L. n° 266/1991 – La disciplina delle Associazioni di Volontariato ODV – TeamArtist, https://www.teamartist.com/blog/legge-quadro-sul-volontariato/ 15. Riforma del Terzo settore – Camera, https://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1105128.pdf 16. Novità per il Terzo Settore dal 1 gennaio 2026 – Asso360, https://www.asso360.it/riforma-terzo-settore/novita-terzo-settore-da-gennaio-2026/ 17. Il RUNTS e un rischio per il terzo settore – Rivista Impresa Sociale, https://www.rivistaimpresasociale.it/rivista/articolo/il-runts-e-un-rischio-per-il-terzo-settore 18. Riforma del Terzo settore: elementi professionali e criticità applicative, https://www.fondazionenazionalecommercialisti.it/filemanager/active/01533/2021_08_04_Circolare_Riforma_del_Terzo_settore.pdf?fid=1533 19. Rendicontazione nel Terzo settore, le novità del pacchetto Semplificazioni, https://www.cantiereterzosettore.it/rendicontazione-nel-terzo-settore-le-novita-del-pacchetto-semplificazioni/ 20. Valutazione dell’impatto sociale: ecco le linee guida – Cantiere Terzo Settore, https://www.cantiereterzosettore.it/valutazione-dell-impatto-sociale-ecco-le-linee-guida/ 21. Una ricerca sui comportamenti pro-sociali dei giovani milanesi – CSV Lombardia, https://www.csvlombardia.it/wp-content/uploads/2018/05/2013_ricerca-rigenerareilvolontariato.pdf 22. CSV – CENTRI DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO – Cantiere Terzo Settore, https://www.cantiereterzosettore.it/riforma/csv-centri-di-servizio-per-il-volontariato/ 23. Spazio Raccolta Fondi – Italia non profit, https://italianonprofit.it/risorse/category/raccolta-fondi/ 24. Associazioni che accolgono Volontari – Comune di Pesaro, https://www.comune.pesaro.pu.it/informagiovani/associazionismo/associazioni-che-accolgono-volontari/ 25. App e Servizi per il Volontariato

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